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Verybello a Parma- Pierre Auguste Renoir a Parma 10 Aprile- 13 Settembre 2015

Da pochi giorni è stato lanciato Verybello.it, progetto per la valorizzazione culturale attraverso il digitale promosso dal Ministero dei Beni Culturali. Fra le tante polemiche abbiamo scoperto che promuove la mostra Pierre Auguste Renoir aperta al pubblico da 10 Aprile al 13 Settembre 2015 alla Fondazione Magnani Rocca.

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Potrete visitare i capolavori di Renoir, Monet, Cézanne, Matisse, pittori celeberrimi che fecero della Costa Azzurra la patria d’elezione artistica, si incontrano nelle sale della pittura francese presso la Fondazione Magnani Rocca.

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Storie di Parma “Guillame Du Tillot”, il ministro che diede a Parma una Cultura Europea

Siamo nuovamente alle prese con #storiediparma. Vogliamo parlarvi di un grande personaggio della storia del ducato che ha dato a Parma una Cultura Europea. Un Ministro dalla vita avventurosa. Un politico francese che ha attirato in città artisti ed intellettuali da tutta Europa dando vita all’Accademia di Belle Arti, alla Stamperia Reale, al Museo d’Antichità al potenziamento dell’Università di Parma, alla riorganizzazione della Biblioteca Pubblica di Parma e che a causa di uno scontro con Maria Amalia D’Austria fu prima esiliato, e dopo dovette fuggire in Spagna. Léon Guillaume Du Tillot  (Bayonne, 22 maggio 1711 – Parigi, 1774), ministro del Ducato di Parma e Piacenza,  personaggio illustre per la storia della città di Parma.

Guillaume Du Tillot (1)

Si formò a Parigi e terminati gli studi, si recò in Spagna presso la corte di Carlo III. Nel giugno 1749 venne trasferito da Parigi a Parma come osservatore e consigliere di Filippo.

Filippo, sempre grato del servizio offertogli da Guillaume, lo rese ministro dell’economia pubblica e degli affari esteri, conferendogli poi l’incarico di primo ministro nel 1759. Con le sue attività rese più fiorente il ducato sotto la guida di una buona amministrazione. Il 20 giugno 1764, essendo nominato Marchese di Felino, gli vengono affidate le terre di Felino e San Michele Tiorre.

Grazie al suo impegno nacquero l’Accademia di Belle Arti di Parma, il Museo d’antichità, la Stamperia reale e fu potenziata l’Università di Parma.
Allo scopo di attuare il suo ambizioso piano culturale e propagandistico cercò di attirare a Parma intellettuali e artisti, tra i quali Condillac, a cui fu affidata l’educazione del principino Ferdinando, Paolo Maria Paciaudi, che diventerà curatore della Biblioteca Palatina, il saluzzese Giovanni Battista Bodoni, tipografo destinato a divenire punto di riferimento dell’arte stampatoria in tutto il mondo, Jean-Baptiste Boudard, scultore che realizzò numerose delle opere plastiche tuttora sparse nel Giardino Ducale, ed Ennemond Petitot, l’architetto lionese a cui fu affidata la ristrutturazione urbanistica di molti punti della città: la chiesa di San Pietro (con il rifacimento della facciata), il Palazzo del Governatore in Piazza Grande, il Palazzo di Riserva dove si trovava il Teatro Ducale, il Casino dello Stradone (che prese in seguito il suo nome), e il Palazzo ducale del Giardino, risistemato proprio insieme a Boudard.
Nel 1756 Du Tillot chiamò a corte il gentiluomo francese Guillaume Rouby de Cals: inizialmente impiegato presso l’amministrazione delle finanze, divenne poi suo segretario particolare e direttore della prima fabbrica di tessuti militari e per la casa reale fondata a Borgo San Donnino. Tutti questi sforzi valsero alla città di Parma, in quel periodo, la definizione di Atene d’Italia, anche in virtù della grande espansione che vi trovò l’Arcadia (la cosiddetta “terza Arcadia”) in cui operò in primo luogo Carlo Innocenzo Frugoni. Du Tillot fece rinnovare il Giardino Ducale secondo il modello di Versailles.

Du Tillot ebbe sempre scontri con Maria Amalia d’Austria, duchessa di Parma che fin dal suo arrivo nel ducato italiano entrò in aperto contrasto con Du Tillot. Alla fine,grazie alla sua influenza sul debole marito, riuscì a farlo destituire ed arrestare La sua gestione laica e dichiaratamente filoilluministica del ducato parmense gli procurò duri conflitti con lo Stato Pontificio, sia per le nomine effettuate, sia circa i conferimenti di mandato, e soprattutto per via della soppressione dell’Inquisizione e dell’espulsione dei Gesuiti dal ducato. Con la nuova reggenza di Ferdinando di Borbone e l’arrivo di Maria Amalia d’Asburgo-Lorena, il suo operato cominciò a subire un severo riesame, che lo costrinse prima agli arresti domiciliari a Colorno, e poi alla fuga nel 19 novembre del 1771 verso la Spagna, per poi tornare in Francia dove morì nel 1774. Fu sostituito dallo spagnolo Jose de Liano nel ruolo di primo ministro del Ducato.

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Fuoco nero: materia e struttura attorno e dopo Burri, Arte Contemporanea a Parma, Salone delle Scuderie, fino al 29 Marzo

Buongiorno,

oggi vogliamo parlarvi di una mostra d’arte contemporanea a Parma. Appassionati di Alberto Burri? Non perdetevi Fuoco Nero, mostra organizzata dallo Csac aperta al pubblico fino al 29 Marzo 2015.

Il titolo Fuoco nero perché si mette a confronto la sequenza di Aurelio Amendola che fotografa Burri mentre crea una Plastica col fuoco con il grande Cellotex di Alberto Burri, appunto nero, punto di partenza della mostra.

Fuoco nero: materia e struttura attorno e dopo Burri

Lo CSAC dell’Università di Parma ha ricevuto in dono, circa 40 anni fa, un importante Cellotex (1975) di Alberto Burri. Attorno a questa opera per la mostra significativi pittori, scultori, fotografi, hanno donato un’opera riferibile alla ricerca di Alberto Burri. Fra essi Bruno Ceccobelli e Nunzio, Mimmo Paladino e Luca Pignatelli, Marcello Jori e Alberto Ghinzani, Pino Pinelli e Giuseppe Maraniello, Giuseppe Spagnulo e Emilio Isgrò, Attilio Forgioli e Mario Raciti, Medhat Shafik e Franco Guerzoni, Luiso Sturla e Renato Boero, Raimondo Sirotti e Davide Benati, Concetto Pozzati e Enzo Esposito, Gianluigi Colin e William Xerra. Agli artisti è stato anche chiesto di illustrare le ragioni per cui l’opera donata si collegava alla ricerca di Burri; anche queste loro parole appaiono un contributo storico significativo.

In mostra la ricostruzione delle  proposte di alcuni di molti protagonisti della ricerca sulla materia, Tavernari e Spinosa, di Pierluca e Morlotti, Mandelli e Bendini, Arnaldo Pomodoro e Zauli, Mattioli e Padova, Zoni, Lavagnino e Ruggeri, Olivieri e Vago, Guenzi e Carrino, Ferrari, Repetto, Chighine.

In mostra la fotografia avrà una parte significativa con le immagini di Aurelio Amendola che hanno suggerito il titolo della mostra. In esposizione le opere di Nino Migliori, di Mimmo Jodice, di Giovanni Chiaramonte, di Mario Cresci, lavori concettuali di Brigitte Niedermair e  attenti alla lingua dell’astrazione di Gianni Pezzani.

La mostra è curata da Arturo Carlo Quintavalle e proporrà oltre settanta dipinti e altrettante fotografie e ancora un gruppo di opere grafiche per un totale di 172 pezzi.

CSAC Centro studi e archivio della comunicazione dell’ Università di Parma – Viazza di Paradigna 1

Parma – tel. +39 0521033652

Sede Salone delle Scuderie, Palazzo della Pilotta
Piazzale Bodoni, 1
Parma (PR)
Orari:
da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00.
Come arrivare:
Il Salone delle Scuderie si trova all’interno di Palazzo Pilotta a due passi dalla stazione ferroviaria e alle spalle del lungoparma.

Bus n° 6, 7, 8, 9, 11, 12, 23.
Inaugurazione mostra sabato 20 dicembre alle 18.30.

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Parma cicloturismo fluviale ed itinerari ciclabili sulle tracce di Verdi

Appassionati di bicicletta, di cicloturismo e turismo sostenibile? Questo post fa per voi.
La Provincia di Parma è meta ideale per il cicloturismo grazie alle numerose piste ciclabili ed ai tanti itinerari fluviali.
Busseto, Colorno, Fontanellato, Mezzani, Polesine Parmense, Roccabianca, San Secondo Parmense, Sissa, Soragna e Zibello sono tutti borghi dotati di piste ciclabili. La provincia ha un sistema di 21 ciclovie, delle quali molte toccano le aree vicine al Po. Con questo itinerario potrete fare uno splendido tour fra i segreti della bassa parmense, terre del maestro Giuseppe Verdi, visitare i castelli, le rocche, i borghi, perdervi fra le delizie eno- gastronomiche ed ammirare la bellezza del fiume Po.  Culaccia di Fontanellato, Culatello di Zibello, Salame di Felino, Spalla Cotta di San Secondo, Prosciutto di Parma, ecco alcune delle delizie tipiche nelle quali potrete imbattervi accompagnate da un bel bicchiere di Lambrusco o di Malvasia.

Tra Cadice ed Atene: BiciParmaPo
La Ciclovia BiciParmaPo fa parte del circuito EuroVelo 8, il percorso tutto mediterraneo che collega Cadice con Atene. Con i suoi 48,6 km, l’itinerario parte da Ongina per giungere nei pressi di Brescello, riuscendo a cogliere i diversi panorami del fiume Po, le sue golene e gli spiaggioni. Il porto turistico di Polesine è uno dei punti all’interno del percorso da cui è possibile imbarcarsi ed usufruire del servizio di trasbordo delle biciclette. L’itinerario comprende anche Zibello, patria del celebre culatello. Vi consigliamo di consultare per maggiori dettagli anche il sito Bicilandia.

Itinerario cicloturistico fluviale sulle tracce di Verdi

Punto di partenza: Stazione di Caorso
Punto di Arrivo: Stazione di Parma
Lunghezza totale: Km 125 complessivi
Durata: tre giorni
Dislivello: inesistente
Difficoltà: facile
Fondo: misto, in prevalenza asfaltato con alcuni brevi tratti in sterrato

Ecco l’itinerario in pillole

Tappe Primo giorno
Caorso – Monticelli d’Ongina: 8 km

Tappe secondo giorno
Zibello – Roccabianca – Soragna: 28 km

Tappe terzo giorno
Fontanellato – San Secondo Parmense: 8 km

E per visualizzare l’itinerario completo con tutti i dettagli, i borghi da visitare, i ristoranti, le informazioni i consigli per la viabilità cliccate qui!

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Ricetta delle Scarpette di Sant’Ilario.

Buongiorno da Parma!

Ci siamo domani 13 Gennaio è la festa di Sant’Ilario in città! E noi vi proponiamo la ricetta delle Scarpette di Sant’Ilario, dolce tipico che si prepara in città per l’occasione.

Sant'Ilario a Parma (2)

Ricetta delle Scarpette di Sant’Ilario

Ingredienti:
500 gr di farina
4 uova
250 gr di zucchero
150 gr di burro
vanillina, scorza grattata di limone
200 gr di zucchero a velo
colorante e perline dolci
Deve la sua forma a una leggenda secondo la quale vedendo il santo passare da Parma scalzo durante una giornata di neve, un calzolaio gli regalò impietosito un paio di scarpe. Il giorno dopo il calzolaio nel posto in cui erano collocate le scarpe donate, trovò un paio di scarpe d’oro.

Preparazione

Versate la farina sulla spianatoia, fate un cratere e versate gli ingredienti per l’impasto. Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente, impastate 2 uova e 2 tuorli prendendo la farina dai bordi e aggiungete il burro, la scorza grattugiata del limone e la vanillina.
Quando il composto sarà compatto, stendetelo con il mattarello fino a raggiungere uno spessore di 5 mm. Tagliate la pasta in modo da formare tante scarpette.
Ungete una teglia, adagiate i biscotti e cuocete in forno a temperatura media finchè non avranno formato una crosta dorata (circa 30′).
Nel frattempo preparate la glassa: mettete in una terrina lo zucchero a velo e qualche cucchiaino d’acqua, rimestando con una spatola di legno. Quando il composto avrà raggiunto la giusta consistenza unitevi qualche goccia di colorante di pasticceria.
A cottura avvenuta togliete i biscotti dal forno, copriteli con la glassa e ornateli con le perline dolci. Servite con una bottiglia di malvasia dolce fresca.

Abbiamo potuto scrivere questo post che valorizza la tradizione della città di Parma grazie ad un Hotel che ama la città e che ci finanzia. Lo stesso albergo propone tariffe, pacchetti ed offerte speciali adatti alle tante esigenze dei numerosi viaggiatori di Parma!

Se vuoi saperne di più contatta la reception del gruppo e spiega loro che hai letto questo post e che sei a conoscenza delle offerte speciali proposte.

Buonagiornata!

Sebastiano Ricci a Parma “La Comunione di Santa Lucia”, Chiesa di Santa Lucia

E’ da poco trascorso la festa di Santa Lucia e noi vogliamo parlarvi di una piccola chiesa in centro a Parma, la Chiesa di Santa Lucia in Strada Cavour che possiede un tesoro davvero inestimabile,  “La Comunione di Santa Lucia”, affresco di Sebastiano Ricci del 1730.

Sebastiano Ricci condensa il racconto, come in un’istantanea, nel momento più saliente, quello dell’atto del dipingere, quando si determina quel continuo passaggio di sguardi fra il sacerdote e la santa, sotto gli occhi vigili degli spettatori. Sebastiano Ricci nasce a Belluno nel 1659 ed inizia la sua formazione artistica a Venezia. Considerato una delle figure principali della rinascita della Pittura Veneta del 1700, ha imparato a dipingere studiando i lavori di Paolo Veronese e di altri pittori italiani del 1500 che erano i suoi veri maestri, influenzando a sua volta i pittori della nuova generazione, come Giambattista Tiepolo. A 22 anni  fu ritenuto responsabile di un tentativo di omicidio e scappa a Bologna, dove però non vi si stabilisce, preferendo mantenersi costantemente in movimento.Per quindici anni Sebastiano Ricci conduce una vita itinerante, lavorando in varie città italiane a Bologna, Roma, Modena, Firenze e Parma, prima di andare a Vienna a lavorare nel Castello di Schönbrunn. Tornato a casa nel 1696, preceduto dalla fama di grande decoratore oltre che di pittore ad olio molto piacevole, riceve molte commissioni importanti a Venezia ed a Firenze. Nel 1711, 1712, il pittore lavora in Inghilterra con il nipote Marco, anche lui pittore affermato e crea, per l’aristocrazia inglese, luminose opere decorative, confermando la sua fama internazionale. Sebastiano e Marco Ricci restano a Londra fino al completamento della decorazione della cupola di St Paul’s e dell’Hampton Court Palace (1716). Sulla via del ritorno, il pittore si ferma a Parigi ed incontra il pittore rococò Jean Antoine Watteau, nel cui studio copia alcuni disegni che completerà ad olio in Italia.

Per visitare la Chiesa di Santa Lucia dove si trova l’affresco del pittore cliccate qui

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Museo Guatelli, racconti e musica della tradizione. Domenica 7 Dicembre

Chi di voi non ha mai desiderato una macchina del tempo? Domenica 7 Dicembre potrete farlo. Al Museo Guatelli, appuntamento Racconti e musica della tradizione, domenica 7 dicembre a partire dalle ore 15:00

“Il bosco delle cose, il bosco della vita, il bosco delle idee. Con una idea fantastica una persona può vivere meglio. Il museo del bosco della fantasia.  Il museo dell’ovvio del tempo, degli oggetti quotidiani per documentare l’ovvio…”

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Un progetto di Storytelling nell’ambito del progetto “un Sistema Armonico” . In occasione dell’ultima domenica di apertura del Museo Guatelli, prima della consueta chiusura invernale, la Fondazione Museo Guatelli e l’ IBC (Istituto per i Beni Culturali dell’’Emilia Romagna), in collaborazione con Associazione Amici di Ettore e Circolo Rondine di Ozzano Taro, propongono al pubblico un insolito pomeriggio all’insegna della tradizione del filoss e della musica della tradizione popolare dell’Appennino parmense in compagnia del gruppo Enerbia.

Un Sistema Armonico è il progetto online che l’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna dedica al patrimonio musicale conservato nei musei e nelle collezioni presenti sul territorio regionale. Un itinerario multimediale riunisce per la prima volta più di 40 tra musei, collezioni e istituzioni dedicati alla musica e propone sette diversi percorsi di esplorazione insieme digitale e reale. Il programma del pomeriggio al Museo Guatelli di domenica 7 dicembre prevede un susseguirsi di racconti da condividere con il pubblico, intervallati dalle magiche note degli strumenti della tradizione delle Quattro Province grazie al gruppo Enerbia, riscaldati dal profumo e dal caldo sapore del vin brulè e del castagnaccio.

Ore 15.00 – apertura del Museo Guatelli con visite guidate a cura di Associazione Amici di Ettore Guatelli

Ore 16.00 – Il filoss. Tra racconti e ricordi, sulle note delle musiche degli Enerbia

A tutti i partecipanti, verrà offerto vin brulè e castagnaccio (pattona) a cura del Circolo Rondine di Ozzano T.

Per informazioni: Fondazione Museo Ettore Guatelli tel. 0521.333601 e-mail info@museoguatelli.it

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